Osservatorio per la Neutralità Tecnologica nei Trasporti
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Transizione Ecologica non Ideologica: Innovazione e Neutralità Tecnologica

Il manifesto promosso dall'Osservatorio per la Neutralità Tecnologica nei Trasporti, aperto all'adesione della filiera europea.

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Aprile 2026
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Introduzione

Scopo del Manifesto

Il manifesto “Transizione Ecologica non Ideologica: Innovazione e Neutralità Tecnologica” nasce dall’esigenza di fornire una guida condivisa e autorevole per la transizione ecologica del settore dei trasporti e dell’energia. È un punto di riferimento per stakeholder, istituzioni e cittadini che riconoscono nella transizione una priorità strategica e, al tempo stesso, una sfida che richiede realismo, competenza e apertura a tutte le soluzioni tecnologiche disponibili.

Perché il manifesto

Il manifesto risponde a quattro esigenze fondamentali.

Promuovere una transizione concreta e sostenibile. La decarbonizzazione del settore dei trasporti e dell’energia è una necessità. Vogliamo dimostrare che un percorso di transizione efficace è non solo possibile ma già praticabile, a condizione che sia guidato da un approccio pragmatico, da evidenze scientifiche solide e dalla piena valorizzazione dell’innovazione industriale.

Contrastare l’ideologizzazione del dibattito. Troppo spesso il confronto sulla transizione ecologica è dominato da semplificazioni ideologiche, convincimenti preconcetti o condizionamenti di natura lobbistica. Queste logiche orientano le scelte di policy in direzioni prive di fondamento tecnico. Il manifesto riafferma il metodo: le decisioni devono basarsi su dati verificabili, esperienza industriale, reali dinamiche di mercato.

Affermare la neutralità tecnologica. Il principio di neutralità tecnologica è l’asse fondamentale del documento. Significa riconoscere la funzione strategica di tutte le tecnologie in grado di concorrere agli obiettivi di decarbonizzazione, senza preferenze aprioristiche e senza esclusioni ingiustificate. Biocarburanti, biometano, bio-GNL, e-fuels, idrogeno ed elettrificazione trovano ciascuno il proprio spazio, calibrato sulle specifiche missioni di trasporto e sulle condizioni di mercato.

Costruire un fronte comune di azione. Il manifesto vuole unificare la voce del settore europeo dei trasporti e dell’energia, superando la frammentazione che oggi indebolisce la capacità di influenza collettiva sulle politiche europee e nazionali. Una piattaforma condivisa è la condizione per rendere il settore interlocutore autorevole delle istituzioni europee.

Le criticità che il manifesto affronta

Il manifesto si confronta con criticità strutturali che oggi ostacolano un progresso efficace verso la decarbonizzazione.

Incoerenza del quadro regolamentare. L’attuale impianto normativo europeo presenta incongruenze profonde tra i principi dichiarati, in particolare quello di neutralità tecnologica, e la loro sostanziale disapplicazione nei regolamenti attuativi. Questa incoerenza genera incertezza industriale, compromette gli investimenti e mette a rischio il conseguimento degli stessi obiettivi ambientali che la normativa dichiara di voler raggiungere.

Mancanza di coordinamento tra attori. Il processo di transizione richiede collaborazione strutturata tra istituzioni europee e nazionali, industria, centri di ricerca, organizzazioni della società civile. Oggi questo coordinamento è carente e frammentario. Gli stakeholder dialogano con le istituzioni in modo scoordinato, le istituzioni a loro volta li consultano in forme non strutturate.

Sottovalutazione di tecnologie mature. Tecnologie già disponibili e industrialmente mature, come il biometano e le sue filiere circolari, sono oggi sottorappresentate nelle politiche europee. In particolare, la filiera del biometano nelle sue diverse origini, dalla gestione dei rifiuti organici urbani (FORSU) alla valorizzazione dei sottoprodotti agricoli e zootecnici, rappresenta una risorsa strategica per l’Italia e per l’Europa, sia per l’intensità circolare del processo produttivo sia per la sua immediata disponibilità.

Rischi per la tenuta industriale e sociale. L’accelerazione non governata della transizione, senza adeguata considerazione delle capacità industriali reali e delle implicazioni occupazionali, mette a rischio la competitività del comparto europeo e genera tensioni sociali. Una transizione sostenibile deve esserlo anche sotto il profilo economico e occupazionale, altrimenti perde di legittimità democratica.

Deficit di informazione qualificata. Il dibattito pubblico sulla transizione è oggi caratterizzato da un deficit di informazione tecnica accessibile, che lascia spazio a semplificazioni e polarizzazioni. Serve un lavoro strutturato di alfabetizzazione tecnica, che renda i cittadini protagonisti consapevoli delle scelte collettive.

Contesto e importanza della transizione ecologica

Il pianeta si trova in una fase decisiva. Cambiamenti climatici, inquinamento, pressione sulle risorse naturali pongono sfide che richiedono risposte concrete e tempestive. La transizione ecologica non è una scelta ideologica ma una necessità oggettiva. Ogni società, ogni economia deve confrontarsi con essa, e farlo bene fa la differenza tra un futuro sostenibile e un futuro compromesso.

Il settore dei trasporti e dell’energia ha un ruolo centrale in questo processo. Responsabile di una quota significativa delle emissioni di gas serra a livello globale, dispone al contempo di leve potenti per la decarbonizzazione: innovazione tecnologica, filiere industriali radicate, capitale umano qualificato, infrastrutture diffuse. Attivare queste leve in modo efficace è uno sforzo prioritario cui la società europea è chiamata nei prossimi decenni.

La transizione offre al settore opportunità reali: nuove filiere industriali ad alto valore aggiunto, occupazione qualificata nelle tecnologie pulite, miglioramento della qualità dell’aria urbana, riduzione della dipendenza da fonti energetiche non rinnovabili, rafforzamento della sicurezza energetica europea. Sono opportunità conseguibili, a condizione che la transizione sia gestita con intelligenza strategica.

Ma la transizione deve essere governata con saggezza. Non possiamo permetterci approcci ideologici, semplificazioni che ignorano la complessità industriale, scelte che privilegiano artificiosamente alcune tecnologie a scapito di altre ugualmente valide. È essenziale coniugare l’ambizione ambientale con la sostenibilità economica e sociale, proteggendo la competitività industriale europea e garantendo una transizione equa per tutti.

Il contesto attuale è particolarmente delicato. Il comparto europeo dell’Automotive attraversa una crisi strutturale, aggravata da un quadro regolamentare che non offre certezze e che, in alcuni aspetti, produce effetti controproducenti rispetto agli stessi obiettivi dichiarati. La mobilitazione del settore a Bruxelles, che il manifesto accompagna, nasce proprio dall’urgenza di richiamare le istituzioni europee alla responsabilità di una governance coerente, applicabile e orientata ai risultati.

In questo quadro, il manifesto si propone come guida pragmatica per navigare le complessità della transizione. Promuove un approccio fondato su evidenze scientifiche, neutralità tecnologica e collaborazione strutturata. Si candida a essere il documento di riferimento attorno a cui raccogliere il consenso del settore e orientare le decisioni delle istituzioni.

Visione e obiettivi generali

Visione di lungo periodo

Immaginiamo un futuro in cui la transizione ecologica del settore dei trasporti e dell’energia sia guidata da un approccio pragmatico, scientificamente informato e tecnologicamente neutrale. Un futuro in cui le politiche ambientali siano sviluppate in stretta collaborazione tra industria, ricerca e istituzioni, con soluzioni al tempo stesso economicamente vantaggiose, socialmente accettabili e industrialmente praticabili.

Crediamo che sia possibile raggiungere una decarbonizzazione significativa e duratura senza compromettere la competitività industriale europea, anzi rafforzandola attraverso l’innovazione e la valorizzazione di filiere di eccellenza. Un ecosistema in cui tutte le parti interessate lavorano insieme per costruire un futuro più pulito, più prospero e più sicuro, facendo dell’Europa un modello globale di transizione equilibrata.

Obiettivi principali del manifesto

Il manifesto persegue otto obiettivi principali, tra loro interconnessi e complementari.

Riduzione delle emissioni di carbonio. Promuovere iniziative e tecnologie che contribuiscano a una riduzione significativa e misurabile delle emissioni di CO2, con obiettivi realistici e scadenze allineate alle capacità industriali effettive.

Sostenibilità ambientale in senso ampio. Incoraggiare pratiche sostenibili in tutte le fasi della produzione, distribuzione e utilizzo dell’energia e dei trasporti, valorizzando le filiere circolari a partire da quelle del biometano, nelle sue diverse origini.

Innovazione tecnologica e neutralità tra tecnologie. Sostenere la ricerca e lo sviluppo di tutte le tecnologie utili alla decarbonizzazione, mantenendo la neutralità tecnologica come principio guida per scegliere le opzioni effettivamente migliori sulla base di evidenze e risultati.

Collaborazione intersettoriale strutturata. Promuovere una collaborazione continuativa tra industria, istituzioni di ricerca, governi e altri stakeholder, costruendo piattaforme stabili di dialogo e azione comune.

Politiche basate su evidenze scientifiche. Influenzare la creazione di politiche e normative europee e nazionali coerenti, fondate su evidenze scientifiche, realtà industriali e analisi di impatto rigorose.

Sensibilizzazione e qualificazione del dibattito. Aumentare la consapevolezza e l’informazione su temi di sostenibilità, promuovendo una cultura della responsabilità ambientale fondata su competenza tecnica.

Equità sociale ed economica. Garantire che la transizione avvenga in modo socialmente equo, considerando le implicazioni occupazionali ed economiche e assicurando che i benefici siano condivisi equamente tra tutti i territori.

Monitoraggio e adattamento continuo. Implementare meccanismi di monitoraggio dei progressi e di adattamento delle strategie, affinché il manifesto e le politiche che ispira restino sempre aderenti all’evoluzione del contesto.


Principi Guida

I principi guida costituiscono l’asse attorno al quale si articola l’intero manifesto. Non sono enunciazioni astratte ma criteri operativi che orientano visione e strategie. Tre sono i principi fondamentali: l’impegno verso una decarbonizzazione concreta, la neutralità tecnologica, la collaborazione strutturata tra industria, ricerca e governo. I tre sono strettamente connessi: nessuno produce risultati da solo, la loro efficacia dipende dall’applicazione congiunta.

Impegno verso la decarbonizzazione

Ci impegniamo a ridurre significativamente le emissioni di gas serra nel settore dei trasporti e dell’energia. Lo faremo attraverso l’adozione di tecnologie avanzate, l’ottimizzazione dei processi produttivi e distributivi, la promozione di pratiche sostenibili lungo l’intera catena del valore. Non è una dichiarazione di principio ma un compito operativo, che richiede azioni concrete, investimenti sostenuti e continuità nel tempo.

Sviluppo e implementazione di tecnologie pulite. Sosteniamo l’investimento nella ricerca e sviluppo di tutte le tecnologie in grado di contribuire alla riduzione delle emissioni: biocarburanti, biometano, bio-GNL, e-fuels, idrogeno, elettrificazione, sistemi ibridi avanzati. La pluralità delle tecnologie è una forza, non una dispersione. Ogni soluzione ha un ambito ottimale, determinato dalle esigenze di trasporto, dalle infrastrutture disponibili, dalle condizioni economiche.

Approccio basato sul ciclo di vita. Sosteniamo la misurazione delle emissioni basata sull’intero ciclo di vita dei veicoli e dei combustibili. L’approccio attuale, limitato alle emissioni allo scarico, distorce le valutazioni. Una tecnologia è veramente pulita solo se lo è considerando tutte le sue fasi, dall’estrazione delle materie prime allo smaltimento. Solo un calcolo completo orienta correttamente politiche e scelte industriali.

Efficienza energetica. Promuoviamo il miglioramento dell’efficienza energetica in tutte le fasi della produzione, distribuzione e utilizzo dell’energia. L’efficienza è la prima fonte di energia pulita: ogni unità di energia risparmiata è un’emissione evitata.

Valorizzazione delle filiere circolari. Sosteniamo le filiere che integrano produzione di energia e gestione sostenibile delle risorse, a partire dal biometano nelle sue diverse origini: dalla gestione dei rifiuti organici urbani (FORSU) alla valorizzazione dei sottoprodotti agricoli e zootecnici. Queste filiere trasformano un problema ambientale in una soluzione energetica a basso impatto. Rappresentano un vantaggio competitivo europeo e italiano da preservare e rafforzare.

Supporto alla transizione delle imprese. Sosteniamo strumenti pubblici di supporto alle imprese impegnate nella transizione: incentivi fiscali, finanziamenti, assistenza tecnica, formazione. La transizione non può essere scaricata sulle imprese senza adeguati strumenti di accompagnamento. È un bene pubblico che richiede un investimento pubblico.

Neutralità tecnologica

La neutralità tecnologica è il principio fondamentale del manifesto, quello che lo distingue dalle visioni ideologiche della transizione e ne costituisce la cifra identitaria. Significa valutare e adottare soluzioni sulla base della loro effettiva efficacia nel ridurre le emissioni, senza pregiudizi o preferenze aprioristiche.

Valutazione obiettiva. Adottiamo un approccio imparziale nella valutazione delle tecnologie, fondato su dati concreti, risultati misurabili, analisi del ciclo di vita completo. Le scelte di policy devono essere giustificate da evidenze, non da preferenze politiche o pressioni settoriali. La trasparenza dei criteri è condizione della legittimità delle decisioni.

Pluralità delle soluzioni. Nessuna singola tecnologia può rispondere a tutte le esigenze di trasporto. Differenze di utilizzo, dimensioni dei veicoli, infrastrutture, condizioni geografiche richiedono risposte diverse: biocarburanti, biometano, bio-GNL, e-fuels, idrogeno, elettrificazione, soluzioni ibride. La pluralità non è una complicazione ma una risposta alla complessità del settore.

Parità di trattamento normativo. Promuoviamo la piena parità di trattamento normativo tra tecnologie con prestazioni ambientali equivalenti nel ciclo di vita. La classificazione attuale, che riconosce come “zero emissioni” solo alcune tecnologie ignorando l’impronta di carbonio complessiva, è tecnicamente impropria e produce distorsioni del mercato. Una normativa rigorosa tratta tecnologie equivalenti in modo equivalente.

Flessibilità e adattabilità. Sosteniamo un ambiente in cui diverse tecnologie possono essere sviluppate, testate e confrontate. La rigidità delle scelte imposte dall’alto è antitetica all’innovazione. Solo un quadro aperto consente di cogliere le opportunità emergenti e di lasciare al mercato l’individuazione delle soluzioni ottimali per ciascuna applicazione.

Contrasto ai condizionamenti ideologici. Il principio di neutralità tecnologica deve essere difeso attivamente. Pressioni ideologiche e condizionamenti lobbistici tendono a orientare le scelte regolamentari verso tecnologie specifiche, indipendentemente dalle loro prestazioni reali. La difesa del principio è parte integrante dell’azione di advocacy del manifesto.

Collaborazione tra industria, ricerca e governo

Nessun attore isolato può guidare la transizione ecologica. Essa richiede il concorso attivo di tutti i soggetti coinvolti, ciascuno con il proprio contributo specifico. La collaborazione strutturata tra industria, ricerca e governo è il terzo principio guida del manifesto.

Piattaforme di dialogo permanente. Sosteniamo la creazione di piattaforme stabili di dialogo tra stakeholder, per uno scambio continuativo di idee, dati e best practices. Le consultazioni occasionali non bastano. Serve un confronto strutturato, con tempi adeguati, metodologie trasparenti, documentazione accessibile.

Progetti congiunti di ricerca e sviluppo. Promuoviamo progetti di ricerca che coinvolgano insieme aziende, istituti di ricerca e organismi governativi. Il trasferimento tecnologico è oggi uno dei principali colli di bottiglia della transizione: il tempo che intercorre tra innovazione scientifica e applicazione industriale è troppo lungo. Superare questo ostacolo richiede alleanze strutturate tra chi produce conoscenza e chi la applica.

Consultazioni strutturate con gli stakeholder. Sosteniamo processi di consultazione sistematici durante l’elaborazione delle politiche. La consultazione deve essere componente costitutiva del processo decisionale, non una formalità successiva. Solo così le politiche risultano applicabili, efficaci e socialmente sostenute.

Formazione e sviluppo delle competenze. Collaboriamo con il sistema educativo per sviluppare programmi di formazione che preparino la forza lavoro alle sfide della transizione. Le nuove tecnologie richiedono nuove competenze. La transizione senza investimento sul capitale umano produce divari occupazionali e rallentamenti dell’innovazione.

Coordinamento internazionale. Promuoviamo il coordinamento internazionale tra attori del settore. La transizione ecologica dei trasporti è per sua natura transnazionale. L’Europa è il livello minimo di coordinamento necessario, ma il settore richiede anche dialoghi strutturati con interlocutori extra-europei. La collaborazione internazionale non è un’aggiunta facoltativa, è la dimensione necessaria della strategia.


Obiettivi Specifici

Il manifesto si traduce in obiettivi concreti, misurabili e verificabili, articolati su tre assi complementari: sostenibilità e riduzione delle emissioni, innovazione e ricerca tecnologica, normative e politiche basate su evidenze scientifiche. I tre assi si rafforzano reciprocamente. La decarbonizzazione senza innovazione è irrealistica, l’innovazione senza un quadro normativo coerente è inefficace, le normative senza evidenze scientifiche rischiano di produrre effetti opposti a quelli dichiarati.

Obiettivi di sostenibilità e riduzione delle emissioni

Condividiamo gli obiettivi di decarbonizzazione fissati a livello europeo e globale. Riconosciamo l’urgenza di affrontare i cambiamenti climatici con azioni concrete e misurabili. Ma il conseguimento di questi obiettivi richiede un approccio insieme ambizioso e realistico, capace di coniugare esigenze ambientali e dinamiche industriali, economiche, sociali.

Ci impegniamo a promuovere una riduzione significativa delle emissioni di gas serra nel settore dei trasporti e dell’energia. La transizione va misurata non solo sui target numerici, ma anche sulla loro effettiva raggiungibilità senza compromettere la tenuta del tessuto produttivo europeo. La traiettoria temporale deve essere allineata alle reali capacità industriali e di mercato.

Promuoviamo un approccio alla misurazione delle emissioni basato sull’intero ciclo di vita dei veicoli e dei combustibili. L’attuale metodologia limitata al tailpipe non coglie l’impatto reale lungo la catena energetica e produttiva. Solo un sistema di calcolo fondato sul carbon footprint complessivo consente di valutare correttamente il contributo delle diverse soluzioni e di orientare le scelte industriali e dei consumatori.

Oltre alla riduzione della CO2, consideriamo prioritari gli obiettivi di sostenibilità ambientale in senso ampio: riduzione degli inquinanti locali, miglioramento della qualità dell’aria urbana, gestione circolare delle risorse, valorizzazione delle filiere del biometano (di fonte FORSU, agricola e zootecnica). Una risorsa strategica ad alta intensità circolare per l’Italia e per l’Europa.

Riconosciamo infine la dimensione sociale ed economica della sostenibilità. Una transizione veramente sostenibile è tale se è socialmente equa, se non genera nuove esclusioni, se preserva l’occupazione del settore, se garantisce accessibilità alle soluzioni per famiglie e imprese. Gli obiettivi ambientali non possono essere perseguiti a prescindere dalle loro implicazioni occupazionali, industriali e di coesione sociale.

Obiettivi di innovazione e ricerca tecnologica

L’innovazione tecnologica è la leva principale per conseguire la decarbonizzazione senza rinunciare alla competitività industriale europea. Per questo consideriamo prioritario il sostegno a ricerca e sviluppo di tutte le tecnologie utili, senza esclusioni aprioristiche o preferenze ideologiche.

Ci impegniamo a promuovere investimenti significativi in ricerca e sviluppo lungo tutte le direttrici tecnologiche rilevanti: biocarburanti avanzati, biometano e bio-GNL, e-fuels, idrogeno, elettrificazione, sistemi ibridi, motori endotermici ad alta efficienza. Le priorità di investimento devono essere guidate dai risultati della ricerca e dalle potenzialità industriali, non da scelte politiche preventive.

Sosteniamo la valorizzazione delle filiere industriali mature accanto a quelle emergenti. Il settore europeo dispone di un patrimonio tecnologico e industriale costruito in decenni, che rappresenta una leva cruciale per accelerare la transizione. La dismissione prematura di tecnologie efficienti, senza alternative industrialmente pronte, è uno spreco di risorse e una minaccia alla competitività.

Promuoviamo una forte collaborazione tra industria, università e centri di ricerca, per accelerare il trasferimento tecnologico dalle scoperte scientifiche alle applicazioni industriali. Il tempo tra innovazione di laboratorio e implementazione su larga scala è oggi uno dei principali fattori che rallentano la transizione. Ridurlo richiede meccanismi strutturati di partenariato pubblico-privato e una governance dell’innovazione orientata ai risultati.

Sosteniamo infine lo sviluppo delle competenze professionali. L’innovazione tecnologica senza investimento parallelo sul capitale umano rischia di generare fratture occupazionali e di rallentare la stessa adozione delle nuove soluzioni.

Obiettivi di sviluppo di normative e politiche basate su evidenze scientifiche

Le politiche europee e nazionali sulla transizione ecologica devono fondarsi su evidenze scientifiche solide, dati verificabili, analisi di impatto rigorose. Le scelte di policy hanno conseguenze dirette sulla vita di milioni di cittadini e sulla sopravvivenza di interi settori industriali. Non possono essere guidate da semplificazioni ideologiche o pressioni di parte.

Ci impegniamo a promuovere una governance normativa coerente, capace di superare le attuali incongruenze tra i principi dichiarati (flessibilità, neutralità tecnologica) e la loro sostanziale disapplicazione nei regolamenti attuativi. Una normativa efficace richiede coerenza interna tra obiettivi, metodologie e strumenti. Senza questa coerenza, il quadro genera incertezza industriale e compromette gli stessi obiettivi che si propone di raggiungere.

Sosteniamo la piena applicazione del principio di neutralità tecnologica nei regolamenti europei sulle emissioni di CO2, sia per veicoli leggeri sia per veicoli pesanti. Vanno riconosciuti come strategici per la decarbonizzazione tutti i carburanti RED-compliant (biocarburanti, biometano, bio-GNL, bioliquidi, combustibili da biomassa, e-fuels), senza limitazioni di produzione, distribuzione o utilizzo non giustificate da evidenze scientifiche specifiche.

Promuoviamo la classificazione dei veicoli alimentati con renewable fuels come veicoli a zero emissioni nette, parificandoli nel trattamento normativo ai veicoli elettrici e a idrogeno. La classificazione attuale è tecnicamente impropria e genera distorsioni regolamentari con effetti controproducenti rispetto agli stessi obiettivi ambientali.

Sosteniamo una revisione profonda del quadro degli incentivi per la transizione dei trasporti, ispirata al principio di neutralità tecnologica. Gli strumenti di supporto pubblico devono garantire a famiglie e operatori l’accesso a tutte le soluzioni in grado di concorrere agli obiettivi di decarbonizzazione, evitando di privilegiare artificiosamente alcune tecnologie a scapito di altre ugualmente valide.

Chiediamo infine che ogni proposta normativa sia accompagnata da analisi di impatto rigorose e trasparenti. Analisi che valutino non solo i benefici ambientali attesi, ma anche le conseguenze industriali, occupazionali e sociali. La partecipazione strutturata degli stakeholder ai processi decisionali, in tutte le loro fasi, è condizione necessaria per produrre normative applicabili ed efficaci nel tempo.


Strategie di Attuazione

Gli obiettivi si traducono in strategie concrete articolate su tre livelli: azioni a breve e lungo termine, ruoli e responsabilità degli stakeholder, meccanismi di monitoraggio. Una strategia efficace richiede coerenza tra i tre livelli. Senza azioni concrete gli obiettivi restano dichiarazioni, senza ruoli chiari le azioni si disperdono, senza monitoraggio i progressi non possono essere misurati né corretti.

Azioni concrete a breve e lungo termine

Distinguiamo tra azioni prioritarie nel breve periodo, entro i prossimi tre anni, e azioni strutturali di lungo periodo, tra cinque e dieci anni. Le due dimensioni sono complementari: le prime creano le condizioni immediate per la transizione, le seconde ne definiscono la traiettoria.

Nel breve periodo

Revisione del quadro regolamentare europeo sulle emissioni di CO2 per veicoli leggeri e pesanti. Il calendario attuale, definito in una fase di mercato diversa, richiede maggiore flessibilità e piena applicazione della neutralità tecnologica. L’allineamento alle capacità industriali reali e alle dinamiche effettive della domanda è precondizione per qualsiasi risultato credibile.

Adozione di metodologie di calcolo basate sul ciclo di vita nelle valutazioni di impatto ambientale, in sostituzione dell’approccio limitato alle emissioni allo scarico. Questa transizione metodologica è la precondizione tecnica per riconoscere correttamente il contributo delle diverse tecnologie alla decarbonizzazione.

Revisione del regime degli incentivi alla transizione, con abrogazione dei provvedimenti incoerenti con la neutralità tecnologica, a partire dalla proposta di Regolamento sulle Clean Corporate Fleets. Gli incentivi devono sostenere l’accesso a tutte le tecnologie utili, comprese produzione e distribuzione di biofuels, biometano e infrastrutture.

Sospensione del Regolamento ETS2, che nel contesto di pressione inflattiva e instabilità geopolitica produce un aggravio sui costi del trasporto e della logistica senza benefici ambientali proporzionati. La sospensione consente di ricalibrare lo strumento su parametri coerenti con le condizioni reali del mercato europeo.

Attivazione di tavoli permanenti di dialogo tra istituzioni europee, governi nazionali, industria e centri di ricerca. L’obiettivo è superare la distanza attualmente esistente tra produzione normativa e conoscenze tecniche e industriali del settore.

Nel lungo periodo

Costruzione di un quadro regolamentare europeo stabile, coerente e tecnologicamente neutrale, capace di offrire certezza agli investimenti industriali e orientare il mercato verso le soluzioni più efficaci. Un quadro del genere richiede un ripensamento complessivo dell’architettura normativa europea su trasporti ed energia, oggi frammentata e spesso contraddittoria.

Sviluppo delle infrastrutture per tutte le tecnologie utili alla decarbonizzazione: ricarica elettrica, reti di distribuzione del biometano e del bio-GNL, impianti di produzione di e-fuels, infrastrutture per l’idrogeno. La pluralità delle infrastrutture è la condizione materiale della neutralità tecnologica. Senza infrastrutture capillari le tecnologie alternative restano opzioni teoriche.

Valorizzazione industriale delle filiere circolari del biometano, nelle loro diverse origini. Queste filiere integrano la gestione dei rifiuti organici urbani e la valorizzazione dei sottoprodotti agricoli e zootecnici con la produzione di energia rinnovabile. Rappresentano una specificità competitiva europea e in particolare italiana, su cui concentrare risorse pubbliche e private coordinate.

Programmi strutturati di formazione e riqualificazione professionale, in collaborazione con sistemi educativi nazionali e settore privato. L’obiettivo è preparare la forza lavoro alle trasformazioni tecnologiche e prevenire fratture occupazionali.

Coordinamento con le politiche industriali europee, affinché la transizione ecologica dei trasporti sia parte integrante di una strategia di rafforzamento della competitività industriale dell’Unione, non un fattore di indebolimento rispetto ai concorrenti globali.

Ruoli e responsabilità dei vari stakeholder

L’attuazione richiede il concorso attivo di una pluralità di soggetti, ciascuno con un ruolo distinto ma complementare.

Le istituzioni europee hanno la responsabilità primaria di definire un quadro regolamentare coerente, stabile e tecnologicamente neutrale, fondato su evidenze scientifiche e su un processo decisionale aperto agli stakeholder. Commissione, Parlamento e Consiglio devono superare le attuali incoerenze tra principi dichiarati e regolamenti attuativi.

I governi nazionali hanno la responsabilità di tradurre il quadro europeo in politiche coerenti e applicabili, di promuovere investimenti infrastrutturali adeguati, di attivare incentivi allineati alla neutralità tecnologica, di garantire una partecipazione strutturata degli stakeholder ai processi decisionali.

Le imprese del settore hanno la responsabilità di investire in innovazione e ricerca, accelerare il trasferimento tecnologico, contribuire con dati ed evidenze ai processi regolamentari, formare la forza lavoro, comunicare al mercato le opportunità delle diverse soluzioni.

Le associazioni di categoria e gli enti di rappresentanza hanno la responsabilità di coordinare le posizioni del settore, garantire la coerenza dell’advocacy, promuovere il dialogo tra mondo industriale e istituzioni, diffondere una cultura della transizione ecologica pragmatica e basata su evidenze.

Il mondo della ricerca scientifica e accademica ha la responsabilità di fornire basi di conoscenza solide e indipendenti, valutare con rigore l’efficacia delle tecnologie, collaborare con l’industria al trasferimento tecnologico, formare nuove generazioni di competenze tecniche.

Le organizzazioni della società civile e i consumatori hanno la responsabilità di contribuire al dibattito pubblico in modo informato, sostenere scelte di consumo coerenti con la sostenibilità, esercitare un controllo democratico sulle politiche di transizione.

Meccanismi di monitoraggio e valutazione

Una strategia di attuazione è efficace se accompagnata da meccanismi di monitoraggio capaci di misurare i progressi, identificare scostamenti, sollecitare correttivi.

Consideriamo necessario il monitoraggio periodico del conseguimento degli obiettivi, con rapporti annuali sulle principali dimensioni: riduzione delle emissioni, evoluzione del parco veicolare, sviluppo delle infrastrutture, investimenti in ricerca e sviluppo, coerenza del quadro regolamentare, accessibilità delle soluzioni per famiglie e imprese.

Promuoviamo l’adozione di indicatori di performance rigorosi e comparabili, fondati sul ciclo di vita delle tecnologie e capaci di cogliere la complessità della transizione in tutte le sue dimensioni. Gli indicatori vanno definiti in modo trasparente, con la partecipazione di istituzioni, industria e comunità scientifica, e applicati uniformemente in tutti gli Stati membri.

Sosteniamo la trasparenza dei dati prodotti nel monitoraggio, con pubblicazione accessibile e formati aperti per analisi indipendenti e controllo pubblico. La trasparenza è precondizione della fiducia nel processo di transizione.

Chiediamo che i risultati del monitoraggio abbiano un impatto operativo sui processi decisionali, con meccanismi di revisione delle politiche qualora gli scostamenti rispetto agli obiettivi superino soglie prestabilite. Un monitoraggio che non produce conseguenze è un esercizio rituale. Solo la connessione tra valutazione e decisione rende il processo veramente adattivo.

Promuoviamo infine momenti annuali di confronto pubblico sui risultati del monitoraggio, in occasione della pubblicazione dei rapporti di monitoraggio, coinvolgendo tutti gli stakeholder in un esame condiviso dei progressi e degli ostacoli. Questo confronto è parte integrante della governance della transizione.


Collaborazione e Coinvolgimento degli Stakeholder

Il manifesto non è un documento statico ma una piattaforma vivente, destinata a crescere attraverso il contributo attivo di tutti coloro che ne condividono principi e obiettivi. La sua efficacia dipende dalla capacità di costruire un sistema strutturato di collaborazione, che trasformi le adesioni in azione comune e il consenso in influenza politica.

Modalità di coinvolgimento degli stakeholder

Il coinvolgimento si articola su tre livelli, distinti per grado di responsabilità ma interconnessi.

Il primo livello è quello dei promotori, costituito dall’Osservatorio per la Neutralità Tecnologica nei Trasporti e dalle associazioni di categoria che ne sono parte fondativa: NGV Italy, UNEM, Federauto, Confartigianato Trasporti. I promotori garantiscono la coerenza strategica del manifesto, ne coordinano l’evoluzione nel tempo, lo rappresentano nei confronti delle istituzioni europee e nazionali, ne promuovono l’adesione.

Il secondo livello è quello dei firmatari, costituito dalle associazioni, aziende, istituzioni di ricerca e altri soggetti che aderiscono formalmente al manifesto condividendone principi e impegni. I firmatari partecipano al percorso attraverso contributi tecnici, supporto all’advocacy, diffusione del messaggio nei rispettivi ambiti.

Il terzo livello è quello dei sostenitori, costituito da professionisti, esperti, cittadini, organizzazioni della società civile e rappresentanti del mondo politico che manifestano adesione pubblica ai principi del manifesto. Il contributo dei sostenitori costruisce la legittimazione diffusa necessaria a influenzare il dibattito pubblico e i processi decisionali.

Il coinvolgimento si struttura attraverso forme diverse di partecipazione, calibrate sulle caratteristiche di ciascuno stakeholder: tavoli tecnici per associazioni e imprese, seminari e workshop per il mondo della ricerca, consultazioni mirate con interlocutori istituzionali, eventi aperti per il pubblico più ampio.

Sosteniamo infine il coinvolgimento internazionale del manifesto. Una piattaforma che aspira a incidere sulle politiche europee deve costruire connessioni con stakeholder di altri Paesi membri, condividere principi e strategie con organizzazioni omologhe, partecipare ai forum europei e globali sulla transizione dei trasporti. L’isolamento nazionale sarebbe in contraddizione con la natura stessa degli obiettivi perseguiti.

Processi di feedback e revisione

Il manifesto deve restare vivo nel tempo, aderente all’evoluzione del contesto tecnologico, normativo, industriale e sociale. Per questo prevediamo processi strutturati di feedback e revisione su due livelli temporali: una consultazione annuale dei firmatari e una revisione complessiva biennale del documento.

Ci impegniamo a promuovere momenti annuali di consultazione con tutti i firmatari. Occasioni operative di verifica collettiva, non esercizi rituali, i cui esiti alimentano l’evoluzione del manifesto e convergono con i rapporti annuali di monitoraggio previsti nel punto 4.

Adottiamo strumenti strutturati di raccolta del feedback, sia scritti sia attraverso incontri diretti. Ogni contributo qualificato è una risorsa, e deve poter arrivare con facilità ed essere trattato con attenzione.

Prevediamo una revisione complessiva del manifesto con cadenza biennale, con possibilità di aggiornamenti mirati in caso di evoluzioni significative che richiedano risposte tempestive. La revisione coinvolge tutti i firmatari e si conclude con la pubblicazione di una versione aggiornata, secondo le procedure definite nel punto 6.

Garantiamo la trasparenza del processo di revisione. Proposte di modifica, contributi ricevuti, decisioni assunte sono documentati e accessibili ai firmatari. Un processo non trasparente genera sfiducia e compromette la legittimità delle modifiche.

Riteniamo infine importante che il manifesto mantenga la propria coerenza identitaria nel tempo. Le revisioni aggiornano contenuti e strategie senza snaturare i principi fondativi di neutralità tecnologica, pragmatismo ed evidenza scientifica che ne costituiscono l’identità.

Iniziative di comunicazione e sensibilizzazione

La forza di un manifesto non dipende solo dai suoi contenuti ma dalla capacità di farli conoscere e condividere. Le iniziative di comunicazione sono parte integrante dell’attuazione, non un accessorio.

Sviluppiamo una strategia di comunicazione coerente e multilivello, che declina i messaggi sui diversi pubblici di riferimento: policy maker europei e nazionali, operatori industriali, mondo della ricerca, media, opinione pubblica. Ogni pubblico ha sensibilità e linguaggi specifici, ma la coerenza del messaggio di fondo resta invariata.

Utilizziamo una pluralità di canali appropriati alle caratteristiche di ciascun pubblico: pubblicazioni istituzionali e position paper per le istituzioni, interventi nei media generalisti e specialistici, presenza attiva nei canali digitali e social, partecipazione a eventi di settore, conferenze e incontri pubblici.

Il sito web dedicato è il punto di riferimento digitale del manifesto. Ospita il testo integrale, l’elenco dei firmatari, le iniziative correlate, gli aggiornamenti sulle politiche europee e nazionali rilevanti. È il luogo dove chiunque può accedere al documento, comprenderne il percorso, aderire o sostenerlo.

Ci impegniamo a produrre contenuti di qualità, fondati su evidenze e dati verificabili, capaci di qualificare il dibattito pubblico. La comunicazione del manifesto non è propaganda ma contributo informato al dibattito democratico. Ogni messaggio deve poggiare su basi solide, ogni affermazione deve essere verificabile.

Sosteniamo infine iniziative di educazione e sensibilizzazione rivolte al pubblico più ampio. Il dibattito pubblico sulla transizione è oggi spesso dominato da semplificazioni ideologiche. Contrastarle richiede un lavoro paziente e strutturato di alfabetizzazione tecnica e scientifica, che consenta a cittadini informati di partecipare consapevolmente alle scelte collettive.


Impegni dei Firmatari

Il manifesto è uno strumento di azione collettiva, non una semplice dichiarazione di intenti. La sottoscrizione comporta impegni concreti e verificabili, senza i quali l’adesione resterebbe un atto formale. Gli impegni sono calibrati sulla natura di ciascun firmatario e sulla sua capacità di contribuire al percorso comune, in una logica di responsabilità proporzionata e non di uniformità astratta.

Impegni specifici dei firmatari

Sottoscrivendo il manifesto, i firmatari assumono impegni su più piani complementari.

Impegno di principio. I firmatari condividono i principi fondativi del manifesto (decarbonizzazione pragmatica, neutralità tecnologica, collaborazione tra industria, ricerca e governo) e si impegnano a ispirare a questi principi il proprio posizionamento pubblico sulla transizione ecologica dei trasporti.

Impegno di advocacy. I firmatari sostengono attivamente le proposte del manifesto presso le istituzioni di propria competenza: rapporti diretti con i decisori politici, partecipazione a consultazioni pubbliche, interventi nelle sedi di confronto europee e nazionali, posizioni ufficiali delle organizzazioni firmatarie.

Impegno di contribuzione tecnica. I firmatari mettono a disposizione la propria specifica expertise con dati, analisi, studi tecnici, testimonianze industriali. Il valore del manifesto dipende in misura determinante dalla qualità e dalla pertinenza dei contributi che i firmatari sanno apportare.

Impegno di comunicazione. I firmatari diffondono i contenuti del manifesto nei propri ambiti, ne promuovono la conoscenza presso stakeholder rilevanti, contrastano con i propri mezzi comunicativi le semplificazioni ideologiche sulla transizione. La capillarità della diffusione è condizione dell’efficacia del manifesto.

Impegno di monitoraggio. I firmatari partecipano ai processi di monitoraggio dell’attuazione del manifesto, contribuendo alla raccolta di dati, alla valutazione dei progressi, all’identificazione di criticità emergenti. Il monitoraggio collettivo è strumento di responsabilizzazione reciproca.

Impegno di coerenza. I firmatari mantengono coerenza tra la sottoscrizione e le proprie azioni concrete, evitando posizioni pubbliche o scelte operative in contraddizione con i principi del documento. La coerenza è la condizione della credibilità dell’azione collettiva.

Nella pratica, questo significa che alle associazioni di categoria e agli enti di rappresentanza si chiede un impegno pieno su tutti i piani. Alle singole aziende un impegno coerente con la capacità operativa. Alle istituzioni di ricerca un contributo prevalentemente tecnico e di advocacy scientifica. Ai sostenitori individuali un impegno di principio e di comunicazione, nei limiti dei propri ruoli.

Modalità di adesione e sottoscrizione

L’adesione è aperta a tutte le associazioni, aziende, istituzioni e soggetti che ne condividano principi e obiettivi. Il processo è strutturato per garantire apertura e qualificazione.

Adesione delle organizzazioni. Associazioni di categoria, aziende, istituzioni di ricerca e altri soggetti organizzati aderiscono attraverso una dichiarazione formale sottoscritta dal rappresentante legale o da un suo delegato. La dichiarazione attesta la condivisione dei principi e l’assunzione degli impegni. Le modalità operative di sottoscrizione sono disponibili sul sito web dedicato.

Adesione dei sostenitori individuali. Singoli professionisti, esperti, cittadini e rappresentanti del mondo politico aderiscono come sostenitori con una dichiarazione pubblica, con modalità semplificate ma ugualmente documentate. L’adesione individuale non comporta rappresentanza di organizzazioni di appartenenza, salvo esplicito mandato.

Qualificazione delle adesioni. I promotori valutano le richieste verificandone la coerenza con i principi fondativi. La verifica non ha finalità selettive in senso escludente, ma serve a garantire che il manifesto mantenga la propria identità e credibilità. Richieste con evidenti incompatibilità possono essere respinte con motivazione trasparente.

Pubblicità delle adesioni. L’elenco dei firmatari è pubblico sul sito web dedicato e aggiornato regolarmente. La trasparenza è elemento costitutivo della legittimità del manifesto e strumento di riconoscimento reciproco tra firmatari.

Recesso dall’adesione. I firmatari possono recedere in qualunque momento con comunicazione formale ai promotori. Il recesso comporta la rimozione dall’elenco pubblico ma non implica obbligazioni residue né forme di contenzioso.

Procedure per l’aggiornamento del manifesto

Il manifesto vive nel tempo solo se dispone di procedure chiare e legittime per l’aggiornamento. La revisione complessiva biennale prevista nel punto 5 segue le procedure qui definite. Stabiliamo regole che definiscono chi può proporre modifiche, come vengono discusse e approvate, come vengono comunicate.

Proposta di modifiche. Le proposte possono essere avanzate dai promotori, dai firmatari e, con valore consultivo, dai sostenitori. Ogni proposta va motivata con riferimento a evoluzioni del contesto normativo, tecnologico, industriale o scientifico.

Istruttoria. Le proposte sono sottoposte a un’istruttoria tecnica a cura dei promotori, che ne valutano coerenza con i principi, impatto sulla struttura del documento, implicazioni per i firmatari. L’istruttoria può avvalersi di consultazioni mirate con esperti e stakeholder qualificati.

Consultazione dei firmatari. Le proposte ritenute meritevoli di approfondimento sono sottoposte a consultazione dei firmatari, con tempi adeguati per una valutazione consapevole. La consultazione raccoglie osservazioni, richieste di modifica, opposizioni motivate.

Approvazione. Le modifiche sono approvate dai promotori sulla base dell’istruttoria e della consultazione. Il metodo privilegia la ricerca del consenso più ampio possibile, fermo restando che la decisione finale spetta ai promotori, garanti dell’identità del documento.

Comunicazione. Le modifiche approvate sono comunicate a tutti i firmatari e rese pubbliche sul sito web dedicato. La versione aggiornata sostituisce la precedente, che rimane accessibile a fini di consultazione storica e trasparenza.

Aggiornamenti urgenti. In casi di evoluzioni rapide del contesto, i promotori possono procedere ad aggiornamenti urgenti con procedura semplificata, informando successivamente i firmatari. Modalità riservata a circostanze eccezionali, con carattere di integrazione e non di revisione complessiva.

Integrità del documento. Le procedure di aggiornamento garantiscono in ogni caso l’integrità dei principi fondativi. Modifiche che incidano sul nucleo identitario, i principi di neutralità tecnologica, pragmatismo, approccio non ideologico, richiedono un processo di consultazione più ampio e un consenso qualificato tra i firmatari.


Con la sottoscrizione di questo manifesto ci impegniamo a operare insieme per una transizione ecologica del settore dei trasporti e dell’energia che sia ambiziosa e realistica, orientata ai risultati e rispettosa della complessità industriale, fondata su evidenze scientifiche e aperta a tutte le tecnologie capaci di contribuire alla decarbonizzazione. Un impegno che non è solo nostro, ma che offriamo come contributo collettivo al futuro dell’Europa.

Condividi questi principi? Aderisci.

Il manifesto è aperto all'adesione di organizzazioni della filiera e di sostenitori individuali.